L’AI generativa sta silenziosamente rivoluzionando il panorama aziendale, ma non sempre con il benestare dei reparti IT. Un recente studio ha rivelato una realtà sorprendente: l’89% dell’utilizzo di AI generativa nelle imprese sfugge al controllo dei dipartimenti tecnologici. Questo fenomeno, noto come “shadow AI”, sta rapidamente diventando la nuova frontiera della sicurezza informatica aziendale.
Immaginate la scena: sviluppatori che utilizzano ChatGPT per scrivere codice o analisti che elaborano dati con modelli AI personalizzati. Questa adozione diffusa avviene al di fuori del controllo dell’IT, generando un ambiente parallelo dove l’innovazione si sviluppa rapidamente, ma che porta con sé significativi rischi per la sicurezza e la conformità aziendale.
Secondo gli studi il 39% degli utenti di AI generativa ammette di aver caricato codice proprietario su queste piattaforme. Un dato che fa tremare i polsi ai responsabili della sicurezza informatica. La facilità d’uso e l’efficacia di questi strumenti stanno spingendo i dipendenti a bypassare le procedure standard, mettendo potenzialmente a rischio dati sensibili e proprietà intellettuale.
Ma i rischi non si fermano qui. Dal punto di vista della cybersecurity, l’uso non autorizzato di AI generativa apre nuove e preoccupanti vulnerabilità. Gli hacker potrebbero sfruttare queste piattaforme per generare codice malevolo più sofisticato o per creare phishing più convincenti. Ma non solo. I modelli AI potrebbero essere manipolati per produrre output dannosi o per estrarre informazioni sensibili dai dati di training.
La corsa all’adozione non autorizzata è guidata principalmente dalla promessa di produttività. L’AI generativa offre incrementi di efficienza tali da spingere alcune aziende a considerare l’introduzione della settimana lavorativa di quattro giorni. Un cambiamento epocale che sta ridefinendo il concetto stesso di lavoro, ma che porta con sé nuove sfide di sicurezza.
Ma…”con grandi poteri arrivano grandi responsabilità”. La diffusione incontrollata dell’AI generativa solleva questioni cruciali sulla governance dei dati, sulla sicurezza e sull’etica. Come possono le aziende bilanciare innovazione, produttività e sicurezza?
La soluzione non sta nel proibire, ma nel gestire intelligentemente. Le organizzazioni all’avanguardia stanno adottando strategie di “AI governance” che mirano a integrare questi strumenti nei flussi di lavoro ufficiali, garantendo al contempo la sicurezza dei dati. Formazione sulla cybersecurity, linee guida chiare e piattaforme AI aziendali sicure sono solo alcuni degli approcci utili in questo senso.
Un aspetto fondamentale è la creazione di una cultura dell’innovazione responsabile e sicura. I dipendenti devono essere incoraggiati a sperimentare, ma all’interno di un framework che garantisca la sicurezza dei dati e il rispetto delle normative. La trasparenza e la collaborazione tra reparti IT, sicurezza e altre divisioni aziendali diventano cruciali in questo scenario.
La formazione gioca un ruolo chiave in questo processo. Non si tratta solo di insegnare come usare l’AI, ma di creare consapevolezza sui rischi di cybersecurity e sulle best practice di sicurezza. Molte aziende stanno integrando moduli sull’AI ethics e sulla sicurezza informatica nei loro programmi di formazione, preparando i dipendenti a navigare le complesse questioni etiche e di sicurezza sollevate da queste tecnologie.
La prossima volta che sentirete parlare di AI generativa, ricordate: potrebbe già essere all’opera nella vostra azienda, che voi lo sappiate o no. La domanda è: siete pronti a gestirla in modo sicuro? Il futuro appartiene a chi saprà abbracciare questa rivoluzione, gestendola con saggezza, lungimiranza e un occhio sempre attento alla sicurezza informatica.
https://thehackernews.com/2025/02/89-of-enterprise-genai-usage-is.html